Scolari Advisory consulenza specializzata

Formazione aziendale

Percorsi formativi progettati per trasformare la cultura organizzativa in comportamenti, processi e risultati misurabili.


Formazione aziendale

La formazione che produce cambiamento

La cultura aziendale non cambia con una circolare interna. Non cambia nemmeno con un corso di due ore fatto in aula perché era in calendario. Cambia quando le persone capiscono perché certi comportamenti producono certe conseguenze – concrete, misurabili, organizzative – e acquisiscono strumenti che sanno usare il giorno dopo.

Scolari Advisory progetta e conduce percorsi formativi aziendali su cinque aree tematiche: parità di genere, diversity & inclusion e bias cognitivi, comunicazione inclusiva, age management e sostenibilità ESG. Tutti i percorsi sono personalizzati: partiamo sempre dal contesto reale dell’azienda – il settore, la composizione del team, gli obiettivi strategici, il livello di maturità organizzativa sul tema, e l’eventuale posizione rispetto ai percorsi di certificazione in corso.

Il team building esperienziale con la pasticceria è parte integrante dell’offerta formativa – non un’attività ricreativa separata. È un formato progettato per trasferire contenuti attraverso l’esperienza diretta, con un debriefing strutturato che esplicita i collegamenti tra l’esperienza vissuta e le dinamiche organizzative che la formazione intende cambiare.

Non facciamo formazione generica. E non misuriamo il successo in ore di aula erogate.

Ogni percorso formativo nasce da un obiettivo organizzativo preciso: migliorare processi, comportamenti e cultura aziendale in modo misurabile.

Formazione aziendale

La nostra proposta formativa

Ogni organizzazione affronta sfide diverse, ma alcune competenze sono diventate centrali per costruire ambienti di lavoro sostenibili, inclusivi e conformi alle normative in evoluzione. Per questo Scolari Advisory ha sviluppato percorsi formativi specialistici che affrontano i temi più rilevanti per la gestione delle persone e della cultura organizzativa. Dalla parità di genere alla diversity & inclusion, dai bias cognitivi alla prevenzione delle discriminazioni, fino alla comunicazione inclusiva, ogni corso è progettato per trasformare principi e obblighi in strumenti operativi applicabili nella realtà quotidiana dell’azienda. I contenuti vengono adattati al contesto organizzativo, agli obiettivi aziendali e agli eventuali percorsi di certificazione in corso.


Formazione aziendale

Comunicazione Inclusiva e Linguaggio

La parità di genere non è un obiettivo astratto di equità sociale. È un requisito normativo in espansione, un criterio di certificazione con KPI misurabili e un fattore sempre più rilevante nella capacità delle aziende di attrarre e trattenere talenti. La formazione su questo tema deve rispondere a queste tre dimensioni contemporaneamente: non solo sensibilizzare, ma produrre competenze operative e cambiamenti di sistema verificabili.

Il percorso formativo - contenuti

Dati sul gender gap in Italia e nel settore di riferimento dell'azienda:

posizionamento di partenza e confronto con i benchmark di mercato.

Politiche di parità che funzionano davvero:

e perché molte falliscono: analisi delle cause di insuccesso più frequenti nelle organizzazioni italiane.

Il ruolo del middle management nella produzione o nella correzione del gap:

meccanismi decisionali quotidiani che producono disuguaglianza senza intenzione esplicita.

Connessione diretta con il percorso di certificazione UNI PdR 125:

cosa significa operativamente ciascun ambito della norma per la funzione dei partecipanti.

Strumenti operativi per il cambiamento:

come revisionare le job description, come strutturare i processi di valutazione, come comunicare le politiche retributive, come costruire KPI di monitoraggio.

Quadro normativo di riferimento:

D.Lgs. 198/2006 (Codice delle Pari Opportunità), Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, UNI PdR 125:2022 con i 6 ambiti e i KPI di misurazione - spiegati in modo operativo, non accademico.

Il percorso integrato: parità di genere e team building con la pasticceria

Il percorso integrato unisce la formazione teorica sulla parità di genere con un laboratorio esperienziale in cucina. La pasticceria – con le sue dinamiche di timing preciso, lavoro in parallelo, interdipendenza dei ruoli e gestione dell’imprevisto – riproduce con fedeltà le dinamiche di un team organizzativo. Il laboratorio non è la pausa: è il cuore del percorso, dove i concetti formativi si incontrano con l’esperienza diretta.
Il debriefing strutturato al termine del laboratorio – condotto da un facilitatore esperto – esplicita i collegamenti tra quello che è successo in cucina e quello che succede nell’organizzazione.
I partecipanti escono con consapevolezza aumentata e con un’esperienza condivisa che funziona da riferimento comune nelle settimane successive.

Personalizzato sui temi prioritari dell'azienda:

leadership inclusiva, comunicazione nei team misti, gestione delle differenze, costruzione di fiducia reciproca.

Debriefing finale e consolidamento degli apprendimenti:

Include un momento strutturato di debriefing con esplicitazione dei contenuti formativi.

Leadership e collaborazione interfunzionale

Adatto a team di management, gruppi di lavoro interfunzionali e percorsi di sviluppo della leadership.

Allineamento ai requisiti UNI/PdR 125

Documentabile come attività formativa ai fini della certificazione UNI PdR 125 (ambito cultura e strategia).


Formazione aziendale

Diversity, Equity & Inclusion (D&I)

Costruire organizzazioni inclusive non è un atto di buona volontà aziendale. È una scelta strategica che richiede competenze specifiche, strumenti operativi e – soprattutto – un cambiamento dei sistemi organizzativi che producono esclusione. La buona volontà senza metodo produce iniziative spot che non cambiano nulla.

Il corso D&I di Scolari Advisory fornisce un framework operativo per identificare le dinamiche di esclusione presenti nell’organizzazione, comprendere i meccanismi che le producono e costruire processi concreti che le contrastino – in modo misurabile.

Il percorso formativo - contenuti

Le dinamiche di esclusione più diffuse nelle organizzazioni italiane:

come si manifestano concretamente in selezione, valutazione, assegnazione degli incarichi, partecipazione ai meeting, accesso alle opportunità.

Strumenti per costruire processi inclusivi:

selezione strutturata, job description inclusive, valutazione delle performance con criteri oggettivi, gestione di team eterogenei per genere, età, provenienza culturale e disabilità.

Strumenti operativi per il cambiamento:

come revisionare le job description, come strutturare i processi di valutazione, come comunicare le politiche retributive, come costruire KPI di monitoraggio.

Inclusione e performance organizzativa:

dati e ricerche che collegano la diversità dei team ai risultati di business - perché le aziende inclusive performano meglio in modo misurabile.

Politiche di parità che funzionano davvero:

e perché molte falliscono: analisi delle cause di insuccesso più frequenti nelle organizzazioni italiane.

Dall’Apprendimento all’Azione:

Piano di azione individuale per ciascun partecipante e piano di sviluppo organizzativo per la funzione HR.


Formazione aziendale

Unconscious Bias e Stereotipi di Genere

I bias inconsci sono meccanismi cognitivi automatici che operano al di sotto della soglia della consapevolezza. Influenzano ogni decisione organizzativa: chi assumiamo (preferendo candidati simili a noi per provenienza, stile comunicativo, traiettoria di carriera), chi promuoviamo (attribuendo il successo a caratteristiche personali per gli uomini e a fattori esterni per le donne), a chi affidiamo i progetti più rilevanti, chi ascoltiamo in una riunione.

Il problema non è l’intenzione – che spesso è genuinamente equa. Il problema è che i bias operano indipendentemente dall’intenzione. Riconoscerli e strutturare i processi decisionali per neutralizzarli è una competenza manageriale che si impara – e che produce cambiamenti verificabili nelle decisioni organizzative.

Il percorso formativo - contenuti

Definizione e tipologie di bias cognitivi rilevanti in ambito organizzativo:

gender bias, affinity bias, halo effect, attribution bias, performance/potential bias, anchor bias, conformity bias.

Come i bias entrano concretamente nelle decisioni di recruiting, valutazione delle performance e promozione:

casi reali costruiti sul contesto dei partecipanti, non esempi astratti.

Strumenti operativi di de-biasing:

linee guida strutturate per le decisioni di selezione, checklist di valutazione con criteri oggettivi, blind review dei curriculum, panel eterogenei per le decisioni di promozione.

Stereotipi di genere:

origine evolutiva, persistenza culturale e impatto organizzativo quantificato - con dati di ricerca aggiornati sul contesto italiano ed europeo.

Esercitazioni pratiche su scenari costruiti sul settore e sul contesto specifico dei partecipanti:

non role play generici, ma casi riconoscibili.

Piano di applicazione individuale:

cosa cambio nel mio processo decisionale quotidiano a partire da domani.


Formazione aziendale

Discriminazione e Molestie sul Lavoro

La prevenzione delle discriminazioni e delle molestie non è un’opzione per le aziende che si certificano: è un requisito esplicito della SA8000 (area non discriminazione e pratiche disciplinari), della UNI PdR 125 (ambiti cultura, governance e processi HR) e del Codice Etico aziendale. Ma è anche – prima di tutto – un presidio fondamentale per il benessere organizzativo e un obbligo del datore di lavoro ai sensi dell’art. 2087 del Codice Civile. Il corso non si limita alla descrizione normativa. Lavora sulla capacità dei manager e dei responsabili HR di riconoscere i comportamenti a rischio nella realtà quotidiana, gestire le situazioni critiche con metodo e costruire un ambiente di lavoro in cui le segnalazioni siano possibili e sicure.

Il percorso formativo - contenuti

Quadro normativo:

D.Lgs. 198/2006 (art. 26 sulle molestie), art. 2087 c.c., D.Lgs. 24/2023 sul whistleblowing, Direttiva UE 2019/1937, normativa europea su molestie sessuali e discriminazione sul lavoro.

Definizioni operative e distinzioni giuridicamente rilevanti:

discriminazione diretta, indiretta, molestia, molestia sessuale, vittimizzazione, trattamento ingiustificatamente pregiudizievole - con esempi pratici per ciascuna categoria.

I comportamenti a rischio nella realtà organizzativa quotidiana:

cosa si qualifica come molestia o discriminazione anche quando non lo sembra, dove si concentrano i rischi per settore e tipologia di ruolo.

Obblighi del datore di lavoro e responsabilità operative dei manager:

cosa devono fare quando ricevono una segnalazione, come gestire una situazione critica senza aggravare il danno, quali sono le conseguenze dell'inazione.

Procedure operative di segnalazione e gestione dei casi:

flusso di gestione, tempi, responsabilità, documentazione, misure cautelari, esito del procedimento, comunicazione.

Costruire un ambiente di lavoro sicuro:

indicatori di clima organizzativo da monitorare, politiche di prevenzione attiva, comunicazione interna sul tema.


Formazione aziendale

Discriminazione e Molestie sul Lavoro

Il linguaggio che usiamo nell’organizzazione non è neutro. Le job description che costruiamo, le valutazioni che scriviamo, i messaggi interni che inviamo, il modo in cui conduciamo le riunioni: tutto questo costruisce o demolisce una cultura inclusiva, rafforza o mette in discussione gli stereotipi, segnala chi appartiene all’organizzazione e chi è un ospite tollerato.

La comunicazione non inclusiva esclude spesso in modo invisibile e non intenzionale – il che la rende ancora più difficile da affrontare con strumenti tradizionali. Il corso è progettato per rendere visibile questo processo e per fornire strumenti pratici e immediatamente applicabili.

Il corso è rigorosamente pratico: si lavora su testi reali dell’azienda partecipante – job description esistenti, comunicazioni interne, policy, modelli di valutazione. I partecipanti escono con testi rivisti e con competenze da applicare in autonomia.

Il percorso formativo - contenuti

I meccanismi cognitivi che producono linguaggio escludente:

come certi pattern linguistici si formano, perché persistono e perché spesso non li vediamo.

Linguaggio di genere in italiano in contesti professionali:

regole operative senza forzature, con attenzione alla leggibilità e alla chiarezza - perché il linguaggio inclusivo non deve rendere i testi più difficili da leggere.

Revisione operativa di processi e strumenti HR:

revisione pratica di job description, comunicazioni interne, modelli di valutazione delle performance e policy aziendali portati dai partecipanti.

Gestione delle resistenze culturali al cambiamento linguistico:

come rispondere alle obiezioni più frequenti con argomenti concreti, non ideologici.

Guida al Linguaggio Inclusivo:

costruzione di una guida di stile linguistico inclusivo per l'uso interno dell'organizzazione.

Output

Guida di stile personalizzata per l’azienda, set di template rivisti (job description, comunicazioni interne standard), piano di adozione.


Formazione aziendale

Age Management - Gestione della Diversità Generazionale

Per la prima volta nella storia organizzativa moderna, in molte aziende italiane lavorano contemporaneamente quattro generazioni: Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964), Generazione X (1965-1980), Millennials (1981-1996) e Generazione Z (dal 1997). Ogni generazione porta aspettative diverse sul lavoro, stili comunicativi distanti, approcci alla gerarchia e all’autorità spesso incompatibili, priorità che si scontrano apertamente in fase di gestione del team.

Questa diversità è una risorsa – se gestita. È un costo organizzativo significativo – se ignorata. I conflitti generazionali non risolti producono turnover, perdita di know-how critico, deterioramento del clima e decisioni manageriali basate su stereotipi anziché su dati.

Il corso di age management è progettato per manager HR, responsabili di funzione e team leader che gestiscono team multigenerazionali. Non è una panoramica sociologica sulle generazioni: è un corso operativo su come gestire meglio team eterogenei per età e seniority.

Il percorso formativo - contenuti

Politiche di age management che producono risultati:

flessibilità oraria e di luogo per i lavoratori senior, formazione continua per prevenire l'obsolescenza delle competenze, gestione delle carriere lunghe, riconoscimento del know-how accumulato.

Trasferimento intergenerazionale di conoscenza:

progettazione di percorsi di mentoring e reverse mentoring che funzionano - perché molti mentoring program non producono risultati per ragioni strutturali facilmente correggibili.

Caratteristiche, aspettative e motivazioni delle quattro generazioni nel contesto lavorativo italiano

con i dati delle principali ricerche aggiornate sul mercato del lavoro europeo.

Costruire team multigenerazionali coesi:

facilitazione del conflitto generazionale come risorsa, gestione delle dinamiche di status, valorizzazione delle complementarità.

Stereotipi generazionali:

dove sono fondati, dove non lo sono, e come influenzano le decisioni di selezione, assegnazione e sviluppo - spesso in modo controproducente.

Strategie operative di gestione multigenerazionale:

comunicazione adattata, leadership situazionale, sistemi di motivazione differenziati per generazione e profilo.

Prevenzione dell'ageismo:

come riconoscerlo nelle decisioni di selezione e formazione, come strutturare i processi per neutralizzarlo.


Formazione aziendale

Corsi di Sostenibilità ESG

Le normative europee sulla sostenibilità – CSRD, CSDDD, Tassonomia UE, ESRS – richiedono che le organizzazioni dispongano internamente di persone che capiscono il quadro normativo, sanno leggere e interpretare i dati ESG e sono in grado di contribuire ai processi di rendicontazione e di gestione della sostenibilità. Questa competenza non si improvvisa e non si esternalizza completamente.

Questo è un corso di formazione autonomo, non collegato ai servizi di consulenza di Scolari Advisory. È rivolto ad aziende che vogliono formare internamente le proprie persone sulla sostenibilità ESG – non come preparazione a un percorso di certificazione, ma per costruire competenze trasversali interne.

Contenuti

Il quadro normativo europeo:

CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e obblighi di rendicontazione, CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e obblighi di due diligence, Tassonomia UE come strumento di classificazione delle attività economiche sostenibili, ESRS (European Sustainability Reporting Standards) come standard di rendicontazione obbligatori.

Il framework ESG:

significato operativo dei tre pilastri E, S e G, evoluzione storica del concetto, differenza tra ESG come framework di valutazione e CSR come approccio volontario.

Come si legge un report di sostenibilità aziendale:

struttura, logica della materialità, doppia materialità, indicatori GRI, KPI di performance.

Il ruolo di ciascuna funzione aziendale nella strategia ESG:

GRI Standards, ESRS, GHG Protocol per la misurazione delle emissioni.

Introduzione agli standard di rendicontazione:

GRI Standards, ESRS, GHG Protocol per la misurazione delle emissioni.

Benchmark e Analisi di Report ESG

Casi pratici di lettura e interpretazione di report di sostenibilità di aziende italiane di settori diversi.


Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

Come si misura l'efficacia di un percorso formativo?
Non in ore erogate o in soddisfazione post-corso. Misuriamo l’efficacia in due modi: prima del percorso, definiamo insieme all’azienda gli indicatori di cambiamento attesi – comportamentali, organizzativi o legati ai percorsi di certificazione. Dopo il percorso, valutiamo l’adozione degli strumenti forniti, le modifiche ai processi introdotte dai partecipanti e – dove rilevante – l’impatto sugli indicatori della certificazione (per esempio, il punteggio sull’ambito cultura della UNI PdR 125 alla sorveglianza successiva). Non garantiamo risultati che dipendono da variabili organizzative fuori dal nostro controllo. Ma progettiamo percorsi con la logica del cambiamento misurabile.
Sì, per entrambe. SA8000 richiede che l’azienda disponga di un programma di formazione documentato per tutto il personale sui contenuti della norma, con registrazione della frequenza e verifica della comprensione. UNI PdR 125 valuta esplicitamente, nell’ambito cultura e strategia, la presenza di iniziative di sensibilizzazione e formazione sulla parità di genere. I percorsi formativi di Scolari Advisory producono tutta la documentazione necessaria per l’audit (registro presenze, programma del corso, materiali, eventuale test di comprensione).

Funziona soprattutto per quelle. Il format esperienziale abbassa le difese rispetto alla formazione frontale tradizionale – specialmente su temi come la parità di genere o l’inclusione, che alcune persone percepiscono come giudicanti. Lavorare con le mani, in un contesto insolito, su una sfida concreta e temporizzata, permette di osservare le proprie dinamiche comportamentali senza la pressione del setting formativo tradizionale. Il debriefing lavora poi su quello che è successo davvero – non su scenari ipotetici.

Sì. Diversi percorsi sono disponibili in formato e-learning asincrono, con materiali strutturati e test di verifica. La modalità ibrida – parte in presenza, parte asincrona – è disponibile per i percorsi modulari di maggiore durata. La scelta del formato dipende dagli obiettivi, dalla distribuzione geografica dei partecipanti e dal livello di personalizzazione richiesto. Il team building esperienziale con la pasticceria è disponibile solo in presenza, per ovvie ragioni di esperienza.